Scoliosi

Scoliosi

La scoliosi è considerata una malattia idiopatica cioè di cui non si conosce l’origine.

I segnali di rotazione della curva vengono diagnosticati quando la deformazione è già in atto e spesso quando questo processo è irreversibile o ricondizionabile in maniera insufficiente.

Se analizziamo il “modus operandi” che viene adottato per contrastare le curve scoliotiche, possiamo dire che le strategie assunte sono dirette e opposte alla convessità della curva.

In parole povere la spinta che i busti, le fasce e la ginnastica, esercitano sulla colonna, si oppongono per verso, alla spinta anomala della colonna vertebrale.

Questa “guerra” è persa in partenza in quanto la forza che ha la crescita, che è una delle maggiori cause di destabilizzazione, è di gran lunga superiore a qualsiasi contrasto che possiamo porre in essere; molto spesso neppure l’intervento chirurgico è risolutivo in quanto la spinta in direzione compensativa, se bloccata chirurgicamente, trova altre strade di compenso destabilizzando la colonna in altre forme: ad es. aumento del compenso sagittale, sovraccarichi cervicali e addirittura piegando la piastra posizionata nell’intervento.

Il Canali Postural Method®️ ha come obiettivo, nel campo della scoliosi quello di comprendere quali siano i percorsi compensativi che il soggetto intraprende e comprendere come queste azioni spesso risultino insufficienti per ripristinare l’equilibrio compromesso, per cui la colonna “è costretta” a deviare per mantenere il baricentro all’interno della base d’appoggio.

L’obiettivo è quindi quello di analizzare il Perché la colonna ruota e qual è l’aspetto base che, se carente, dà il via a tale aspetto compensativo.

Il Canali Postural Method®️ ha studiato un sistema tridimensionale su come il compenso agisce rispetto alla perdita d’equilibrio del soggetto, un percorso che permetterebbe anche una valutazione predittiva in quanto i punti di repere considerati, segnalano degli spostamenti che, se messi in relazione tra loro, permettono di comprendere quale direzione l’organismo stia prendendo.

In particolare, il bending è un test che i medici utilizzano per valutare la deviazione della colonna.

Questo test è stato codificato dal Canali Postural Method, in funzione del seguente aspetto:

  1. In ortostasi la scapola espone a SN e in Bending espone sempre a sinistra in maniera più evidente e la resistenza muscolare su flessione del tronco in avanti prevale sul lato SN.

  2. In ortostasi la scapola espone a SN e in Bending espone sempre a sinistra in maniera meno evidente e la resistenza muscolare su flessione del tronco in avanti prevale sul lato SN.

  3. In ortostasi la scapola espone a SN ma in bending espone a DX formando il classico gibbo asimmetrico e la resistenza muscolare su flessione del tronco in avanti prevale sul lato SN.

Il punto n° 3 che modifica l’esposizione della scapola da ortostasi stazione eretta a ortostasi bending, segnala uno stato già avanzato del compenso ed un carico ponderale sul lato DX, presupponendo che la rigidità e l’addome debole fossero sul lato SN.

Da appoggio DX a trazione SN il bending evidenza una curva di compenso dorsale DX che poteva essere già intuita quando, nel punto 2 apparentemente c’è una riduzione del bending rispetto al punto 1 ma in realtà è un segnale da “non perdere” per chi valuta, perché è in atto una traslazione del carico ponderale verso il lato opposto.

Questo significa che la ceduta addominale lato SN, tenderà a spostare il peso del corpo in fase di flessione del tronco e nella dinamica del passo, verso il lato opposto.

Inizialmente da – x a SN spostandosi verso DX sia arriva > 0 ma successivamente il lato DX arriva a sovraccaricarsi ed a completare il percorso di torsione della colonna ad “S” da dorsale DX verso SN.

Il Canali Postural Method®️, leggendo gli spostamenti relativi dei punti di repere, analizza gli elementi compensativi che il soggetto evidenzia, arrivando a capire se l’azione di ricerca del ripristino dell’equilibrio sul piano sagittale, non sia sufficiente  e quindi ci sia il rischio di un modifica strutturata a livello osseo, in quanto la “trazione muscolare libera” , cioè quella non stabilizzata dall’addome, è troppo forte quindi le strutture ossee ancora fragili ed in evoluzione, non sono in grado di opporsi a questa “dinamica anomala”.

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